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LE 5 GRANDI FERITE DELL’INFANZIA - IL TRADIMENTO

October 11, 2018

Si può tradire qualcuno o subire un tradimento in tanti modi, in entrambi i casi si crea una ferita molto profonda dentro di noi.

In questo articolo analizziamo il tradimento dal punto di vista psicologico e cerchiamo di capire come riconoscerlo e superarlo, grazie al libro di Lise Boubeau “Le 5 Ferite e Come Guarirle” come abbiamo fatto per le altre ferite....qui troverete un'analisi più dettagliata in quanto questa ferita ha rappresentato per me un illuminazione su una persona cara e quindi ho approfondito l'argomento che metto a vostra disposizione.

 

La ferita del tradimento si risveglia fra i due o i quattro anni, nel momento in cui si sviluppa l’energia sessuale, generando il cosiddetto “complesso di Edipo”. E’ una ferita infatti che viene vissuta con il genitore del sesso opposto. Cronologicamente, e cioè secondo l'ordine in cui appaiono nel corso della vita, la ferita da tradimento è la quarta.

L’anima che si incarna per guarire questa ferita, sceglierà il genitore di sesso opposto creando con lui o lei un forte legame d’amore e una grande attrazione reciproca che genererà a sua volta un forte complesso di Edipo.

Secondo Sigmund Freud, lo psicanalista che teorizzò il complesso di Edipo, tutti viviamo questo complesso ma a gradi diversi.

Il bambino tra i due e i sei anni, infatti, si innamora del genitore di sesso opposto al suo o della persona che svolge questo ruolo.

Facciamo l’esempio del bambino maschio: secondo questa teoria è naturale che fin dalla nascita il piccolo sia empatico con la madre. Se la madre a sua volta soddisfa tutti i  capricci del figlio, il bambino comincerà a credere di poter sostituire il padre e di essere in grado di sostituirsi a lui per rendere felice la madre.

Superare tale complesso significa che ogni bambino deve riuscire a riconoscere che il padre esiste e che lui è il frutto dell’unione della madre con suo padre.

Il ruolo della madre, affinché il bambino superi il complesso d’Edipo, è proprio quello di far sentire al figlio che il padre esiste e che è importante quanto lei.

Non appena il bambino incomincia a rendersi conto che c’è stata un’unione tra i due sessi per concepirlo, sviluppa interesse per il sesso opposto. Se questo non avviene, il bambino non passerà alla fase edipica, essenziale al suo sviluppo, e ciò determinerà una crescita malsana dal punto di vista psicologico e sessuale.

Purtroppo, quasi sempre il complesso di Edipo è vissuto male perché la madre è troppo possessiva nei riguardi del figlio e il padre nei riguardi della figlia.
A sua volta il bambino sviluppa un attaccamento eccessivo per il genitore di sesso opposto, che intaccherà, in una fase successiva, le relazioni affettive e sessuali che cercherà di costruire.

Con questo tipo di genitori, il bambino è incline a sentire che essi hanno bisogno di lui e soprattutto desidera che il genitore di cui è innamorato stia bene. Pertanto cercherà in tutti i modi di essere speciale per quest’ultimo, non rendendosi conto di fare delle cose per essere gratificato dall'affetto esclusivo di quel genitore.

Il bambino si sente tradito dal genitore di sesso opposto ogni volta che questi non mantiene una promessa o ogni volta che tradisce la sua fiducia. Vive il tradimento soprattutto nella sua connessione amorosa o sessuale. Quando il bambino comincia a vivere esperienze di tradimento, si crea una maschera di protezione: in questo caso è quella del CONTROLLORE.

Il controllore esercita questo ruolo per accertarsi di mantenere i propri impegni, per essere fedele e responsabile e per accertarsi che siano gli altri a mantenere i loro impegni.

Dal momento che ha difficoltà ad accettare una qualsiasi forma di tradimento che provenga da se stesso o da altri, fa tutto quello che può per diventare una persona responsabile, forte, speciale e importante.

Quasi sempre non è consapevole di quante volte tradisce se stesso o qualcun’altro. Se è consapevole di aver tradito qualcuno (per esempio non mantenendo una promessa) avanza ogni sorta di scusa, e spesso ricorre alla menzogna per scagionarsi, che però lui non riconosce come menzogna ma come mezzo per arrivare al suo fine (le famose bugie bianche!)

E’ bene ricordarsi che ogni ferita è presente per rammentarci che se gli altri ci fanno soffrire è perché anche noi lo facciamo nei loro confronti o nei confronti di noi stessi.

Il controllore è accompagnato da enormi aspettative verso gli altri, perché la persona vuole prevedere tutto in modo da verificare se gli altri fanno quello che devono fare e se egli può fidarsi di loro. Inoltre, fa del suo meglio per non mettersi in situazioni di confronto in cui perderebbe il controllo.

Il controllore quando si trova con persone che ritiene più rapide e forti, si ritirerà per paura di non riuscire a tener loro testa.
Ha anche PAURA DELL'IMPEGNO, e questo gli deriva da una paura ancora maggiore: la PAURA DEL DISIMPEGNO. Crede che non mantenere la parola e disimpegnarsi sia sinonimo di tradimento. Si crede quindi obbligato a mantenere le promesse e se assume troppi impegni si sentirà in prigione. Piuttosto che doversi poi disimpegnare preferisce non impegnarsi affatto.

Molti di quelli che soffrono di tradimento hanno sofferto perché il genitore del sesso opposto non ha mantenuto la parola, in base alle aspettative del “genitore ideale” che il bambino si era creato.

Quindi, ne deriva un comportamento diffidente nei confronti del mondo circostante.

Se il controllore ha paura di impegnarsi è anche perché ha molta paura della separazione, il che lo induce ad attrarre relazioni amorose in cui il partner non è libero di impegnarsi.

E’ un buon modo per non accorgersi che sono loro stessi a non volersi impegnare.

 

Va precisato che la ferita da abbandono si sviluppa prima di quella del tradimento nella maggior parte dei controllori.

E’ facile immaginare che il bambino piccolo, sentendosi abbandonato e non ricevendo abbastanza attenzioni, decide di sedurre il genitore di sesso opposto o comunque di attrarre la sua attenzione.

Il bambino si convince di essere così buono e adorabile (oppure in negativo dando più problemi e cercando attenzioni negative quindi) che il genitore deve per forza occuparsene in modo speciale. Più cerca di tenere sotto controllo il genitore con questo atteggiamento, maggiori sono le sue aspettative; quando non si concretizzano ecco che vive il tradimento.

Diventa allora sempre più controllore, indossando una corazza di forza e credendo in questo modo che non soffrirà per il tradimento o per un possibile abbandono.

Una persona può soffrire per l’abbandono senza necessariamente soffrire di tradimento, mentre quella che soffre di tradimento soffre anche di abbandono.

Un’altra caratteristica del controllore è la sua grande difficoltà nel fare una scelta quando crede che essa possa fargli perdere qualcosa, perché allora non avrà più il controllo della situazione.

Un’altra paura del controllore è il RINNEGAMENTO, perché per lui venire rinnegato significa essere tradito. Non si rende conto però di quanto spesso sia lui stesso a rinnegare gli altri eliminandoli dalla sua vita. Ad esempio, rifiuterà di offrire una seconda occasione  ad una persona nella quale pensa di aver perso fiducia spesso privandosi di molto e condizionando la sua situazione sentimentale e la sua vita in generale per seguire la sua maschera e per paura.

Dal momento che il controllore è un seduttore, la sua vita sessuale spesso non sarà soddisfacente se non in seguito ad una seduzione e all'instaurarsi di relazioni passionali. Quando la passione comincia a spegnersi da parte sua, trova un sistema affinché l’idea di interrompere la relazione venga all'altro, oppure semplicemente scompare nel nulla, in modo da non essere accusato di tradimento. Prediligerà relazioni dove non è emotivamente coinvolto cosi che quando la passione viene meno o quando comincia a sentirsi in trappola ne possa uscire facilmente.

E’ importante rendersi conto che il genitore di sesso opposto con il quale si vive questa ferita, ha vissuto egli stesso questa ferita con il proprio genitore di sesso opposto.

Ad ogni modo, la causa principale di una ferita proviene dall'incapacità di perdonarsi quello che si fa a se stessi o che si è fatto subire agli altri. Rimproveriamo agli altri tutto ciò che noi stessi facciamo, e che non vogliamo vedere. Per questo attiriamo a noi persone che ci mostrano che cosa facciamo agli altri o a noi stessi.

Per superare un tradimento è necessario guarire la ferita, iniziando col riconoscerla e accettarla.

Accettare significa guardarla, osservarla, sapendo che il fatto di avere ancora qualcosa da risolvere fa parte dell’esperienza dell’essere umano.

Essere stato capace di crearsi una maschera per non soffrire, è stato un atto eroico che ti ha aiutato a sopravvivere e ad adattarti all'ambiente familiare che ti sei scelto prima di incarnarti.

La vera ragione per cui nasciamo in una data famiglia, o per la quale siamo attratti da persone che hanno la nostra stessa ferita, è che all'inizio ci piace l’idea che gli altri siano come noi.

Così facendo, non ci riteniamo poi tanto sbagliati. Dopo un po’ però cominciamo a trovare dei difetti negli altri e non li accettiamo più per come sono.

Crediamo di dover cambiare (alcuni non ci pensano proprio), mentre in realtà ciò che va fatto è guarire, richiudere la ferita.

 

Ecco perché conoscere le nostre ferite ci fa bene: Più rimandiamo la risoluzione delle ferite, più queste si aggravano.

Tutte le volte che viviamo una situazione che risveglia e riattiva una ferita, l’approfondiamo o affondiamo un altro po’. Più si aggrava, più avremmo paura di toccarla e questo diventerà un circolo vizioso che condizionerà tutta la vita, facendo vivere una bugia…una finzione…dettata dalla paura e dal bisogno di controllo.

Il vantaggio nel riconoscere le proprie ferite, sta nel fatto che finalmente guardiamo nel posto giusto.

Nel momento in cui te ne rendi conto, sii felice di essertene accorto e ringrazia la situazione o la persona che ha messo il dito sulla piaga, in quanto ti permette di vedere come non sia ancora guarita.

Se non altro, ora ne sei consapevole. Ti consentirai allora il diritto di essere umano?…di essere te stesso? Se lo vorrai è però importante che tu ti conceda il tempo necessario per la guarigione.

Quando riuscirai a dirti ogni volta: “Ecco ho indossato questa maschera ed è per questa ragione che ho reagito in questo modo”, la guarigione sarà a buon punto.

 

Inoltre, indossiamo una maschera non soltanto tutte le volte che abbiamo paura di vivere una ferita con qualcun altro, ma anche tutte le volte che temiamo di accorgerci che siamo noi a far vivere agli altri una ferita.

Il motivo per cui adottiamo un comportamento che non corrisponde a ciò che siamo e diventiamo un’altra persona, è sempre dettato dal bisogno di essere amati o per paura di perdere l’amore altrui.

Dal momento che il comportamento dettato dalla maschera ci richiede un certo sforzo, in seguito avremo grandi aspettative nei confronti degli altri.

La fonte del nostro benessere è in ciò che siamo, in ciò che facciamo, e non nei complimenti, nella gratitudine, nei riconoscimenti provenienti dagli altri.

Non dimentichiamo però che il nostro ego può giocare brutti scherzi pur di non prendere coscienza di queste ferite. L’ego ti convince che quando ne prenderai coscienza ed eliminerai la maschera, verranno a mancare delle protezioni e quindi soffrirai. Guariamo le nostre ferite attraverso l’accettazione, offrendo loro amore incondizionato, invece di volere a tutti i costi che spariscano.

Amare una ferita significa accettare che sei tu a creare tutto questo per un preciso motivo e allo scopo di aiutare te stesso. Invece di voler far scomparire la ferita, “usala” per prendere coscienza di un aspetto di te che ti ostini a non vedere. Adottando questo nuovo atteggiamento non vedrai più i problemi e le paure  allo stesso modo....anzi, potresti addirittura esserne grato!

Se scegli di vivere questa esperienza adottando un atteggiamento mentale di questo genere, è certo che le paure e le ferite scompariranno molto più in fretta, in quanto saranno riconosciute.

 

Ricapitolando, il programma da seguire per guarire dalla ferita (e da tutte le altre ferite) è:

  • La prima tappa è prendere coscienza della maschera che indossi.

  • La seconda tappa è smettere di accusare gli altri e accettare la propria responsabilità nell'indossare la maschera.

  • La terza tappa è quella in cui ti concedi di aver sofferto, accetti di aver provato risentimento per uno dei tuoi genitori o per entrambi. Nel sentire la sofferenza che il bambino dentro di te ha vissuto, più avrai compassione per lui, più questa fase sarà vissuta in profondità.

  • La quarta tappa è quella in cui torni ad essere te stesso, la tua vera Essenza, in cui cesserai di aver ancora bisogno di indossare una maschera per proteggerti fidandoti ogni giorno un po di più e uscendo dalla tua zona di confort.

 

Questo si chiama amore per se stessi. L’amore ha un grande potere terapeutico. Ricorda che amare te stesso significa concederti di essere così come sei e concedersi di essere amato!

La vita è meravigliosa e perfetta..basta avere fiducia!

 

 

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