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LA PAURA DELL'ABBANDONO

August 18, 2019

L’infanzia è quel momento della vita in cui mettere basi di cemento del nostro essere in brevissimo tempo senza neppure rendercene conto, ma al tempo stesso lasciare cicatrici profondissime. Sono segni indelebili, che si riflettono principalmente sull’atteggiamento che assumiamo verso noi stessi e verso gli altri.

 

Tuttavia, alcune di queste cicatrici sono più persistenti e profonde, a causa del grande impatto che causano nella mente di un bambino. Un bambino che si è sentito solo, ignorato o abbandonato, inizierà a credere che la solitudine è totalmente negativa e opterà per una delle seguenti scelte: diventerà eccessivamente dipendente dagli altri, cercando di continuo qualcuno che lo protegga e lo accompagni, oppure rinuncerà alla compagnia degli altri, come misura di precauzione per non soffrire un potenziale abbandono.

 

Coloro che seguono la scia della dipendenza, saranno in grado di tollerare qualsiasi tipo di relazione pur di non sentirsi soli. Credono di essere completamente incapaci di affrontare la solitudine e, per questo, sono disposti a pagare qualsiasi prezzo per la compagnia. 

La dipendenza affettiva può essere considerata a tutti gli effetti come una particolare categoria del disturbo dipendente di personalità. Possiamo ritrovare frequentemente questa forma di dipendenza all'interno di una relazione di coppia.

 

Si parla di dipendenza quando il normale desiderio di essere amati diventa un bisogno compulsivo che va ad intaccare la vita quotidiana della persona, sia da un punto di vista individuale che relazionale. In questo tipo di dipendenza la profonda necessità del partner e il timore opprimente della sua perdita, con il senso di abbandono e di solitudine che ne conseguono, rendono difficile e problematica la relazione di coppia.

 

Le persone che soffrono di dipendenza affettiva possono mostrare un attaccamento di tipo “ansioso” (per essere gentili) nei confronti del partner. Si può avvertire una necessità incessante di essere amati e di costanti conferme, con conseguente difficoltà a svolgere una vita indipendente…abbiamo bisogno di questa persona per tutto e ci sentiamo  incapaci senza l’aiuto del partner, con una conseguente autostima bassissima.

 

Chi invece pensa di evitare la paura dell’abbandono con la via dell’indipendenza ad oltranza è incapace di godere dell’affetto sincero di una persona cara a lungo termine. Per queste persone, l’amore è sinonimo di paura e spesso non se ne accorgono. Quanto più affetto proveranno per un’altra persona, più crescerà la loro ansia e il loro desiderio di scappare inconscio.

Sono le classiche persone disposte a porre fine ad una relazione invidiabile per l’angoscia che provocherebbe loro un’eventuale perdita della figura amata…troveranno qualsiasi scusa per confermare la scelta fatta quando in realtà questa scelta è stata presa dalla paura inconscia di soffrire, ciò non significa che non amavano ma solamente che la loro paura dell’abbandono  era più forte del loro amore (e non lo ammetteranno mai).

 

Ne va da se che queste persone non potranno avere rapporti sani e duraturi perché fondamentalmente non li vogliono, il loro impegno non è con la persona amata ma con la tutela di se stessi.

Nei casi più estremi si parla proprio di una fobia che si chiama ‘philofobia’ : la persona percepisce l'amore come una minaccia, manifesta ansia e cerca di evitarlo.

Il philofobico non teme l’innamoramento in sé per sé, piuttosto la propria reazione di fronte all’evento, che potrebbe fargli perdere il controllo dei propri comportamenti e delle proprie emozioni e portarlo poi a comportarsi in maniera troppo istintiva e poco razionale.  Dunque oltre alla paura dell’abbandono si aggiunge la paura della perdita del controllo.....paura di impegnarsi o di disimpegnarsi.

 

Purtroppo non vi nascondo che le cicatrici lasciate da queste esperienze infantili sono molto difficili da rimarginare. Tuttavia, questo non significa che non sia possibile né che non possano trasformarsi positivamente. Il primo passo sta nel riconoscerle e nell’essere consapevoli che bisogna lavorarci su, per impedire che determinino  il resto della nostra vita.

Chiudo con una storiella che ho letto da qualche parte e che mi sembra riassumere tutto: due amici di diversa religione si incontrano e parlano d’amore, uno dice all’altro “la differenza tra la nostra filosofia e la vostra è che quando vi innamorate pensate di aver trovato la persona giusta, quando noi ci innamoriamo è perché SIAMO la persona giusta”!!!!

 

 

 

 

Buon Cammino…

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