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L'IMPORTANZA DI ESPRIMERE LE NOSTRE EMOZIONI

October 27, 2019

 

 

Lo ammetto…io piango spesso…per un film, una canzone, un dolore o anche un semplice arrivederci ad amici….ed i miei figli mi prendono in giro...appena c’è una scena triste in un film si girano a guardare se sto piangendo e ridono come matti…. ma la domanda nasce spontanea: quando e come i miei due maschietti hanno immagazzinato nelle loro testoline che piangere è male e che esprimere le proprie emozioni è sbagliato?? Non sto facendo bene il mio ruolo di madre facendogli pensare questo e allora subito a correre ai ripari per insegnare loro che piangere non è segno di debolezza e che trattenere la nostra fragilità fa male perché dovrebbe essere normale potersi esprimere quando si è tristi. Dunque questo post è per loro e per tutti quelli che hanno paura ad esprimere il proprio dolore, le proprie emozioni.

 

 

Quando ho letto di come avviene la formazione delle perle all’interno delle ostriche ho pensato al loro significato. Ognuna di esse è il risultato di una stratificazione di madreperla che l’ostrica rilascia per difendersi dall’attacco o dall’ingresso di corpi estranei.

Possono essere raffigurate come delle lacrime che il mollusco produce in seguito ad un evento traumatico. Ciò che rappresenta un momento negativo può trasformarsi in qualcosa di prezioso, unico e irripetibile, perché per la sua formazione ogni perla è diversa da un’altra e questo accresce il suo valore.

 

E con questo esempio ho cercato di spiegare loro che solo quando può essere espresso si ha la possibilità di far diventare prezioso un dolore. Solo quando si può accettare anche la tristezza all’interno della propria vita possono essere colte tutte le occasioni che altrimenti non verrebbero neanche viste.

 

Continuando a schivare le emozioni negative si rinnega una parte di noi stessi. Se l’ostrica non riuscisse a piangere non sopravvivrebbe e rinuncerebbe alla possibilità di trasformare quel dolore in qualcos’altro.

 

LXLM

 

 

Ovviamente tutti noi preferiremmo non avere traumi e vivere momenti difficili ma possiamo solo decidere se accettarli o meno, non è semplice certo, come ogni elaborazione ha bisogno del tempo necessario per evolversi nelle sue diverse fasi e proprio il passaggio tra una fase e l’altra potrebbe essere bloccato nel momento in cui no accettiamo di vivere le emozioni negative.

 

La difficoltà sta solo nel gestire queste emozioni, sta nell’idea che ci hanno inculcato che queste emozioni siano un fatto talmente intimo che non bisogna manifestarlo apertamente (per carità mai piangere in pubblico!!!!!!!!!). dovremmo invece capire ed ammettere che la tristezza non espressa diventa come un veleno per l’anima che ci intossica ed intossica anche chi ci sta accanto. Ma occhio che la stessa cosa vale per la gioia….anche la gioia va esternata perché quando non si esterna si consuma lentamente inaridendo il terreno che la circonda.

 

Ogni cosa per vivere ha bisogno di un giusto nutrimento. Il dolore non va alimentato, ma ugualmente bisogna prendersene cura, altrimenti si infiltra in ogni aspetto della propria vita…..la gioia va invece alimentata portandola fuori e cercando di farla fiorire il più possibile perché come una piantina ha bisogno della luce.

 

 

Nel momento in cui ci si occupa delle proprie emozioni ci si prende anche cura di sé. Questo richiede del tempo, forse occorre fermarsi… riflettere su cosa si sta facendo e dove si vuole arrivare. Per questo dovremmo viverla come una nuova occasione per avvicinarsi di più a se stessi, a cosa si vuole realmente ottenere perché sempre più spesso ci si lasciamo trascinare dagli eventi e raramente ci chiediamo se ciò che si sta facendo va veramente bene per noi.

 

 

Ricordiamoci della tecnica giapponese di cui abbiamo parlato in un altro articolo, tecnica chiamata “KINTSUGI” dove i giapponesi riparano il vaso rotto valorizzando la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro, facendo diventare preziose le cicatrici….proviamo a pensare che ogni nostra lacrima versata possa essere usata con la stessa tecnica, pensando che quella ferita subita ha una sua storia, una sua unica emozione che ci rende più belli e preziosi sia esteticamente che interiormente.

 

…..E adesso tutti a farsi un bel pianto liberatorio :-) !!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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