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LA GRATITUDINE COME ANTIDOTO

June 14, 2020

Diciamoci la verità…Tendiamo ad abituarci sempre più in fretta di ciò che abbiamo. Quando riusciamo ad ottenere qualcosa che desideriamo molto il senso di appagamento e soddisfazione purtroppo non dura per sempre. Dopo un po' diventa normale e la nostra attenzione si sposta su qualcosa d'altro di cui avere bisogno.

Questo succede anche con beni non materiali. Sono tante le cose che tendiamo a dare per scontate (quando ci sono): l'essere vivi, la salute, la famiglia, il cane che ti saluta festoso, la bellezza di un tramonto sul mare, vedere un film sotto la coperta con la persona che amiamo, il bacio della buonanotte, l'amico di una vita che ancora ti sopporta, i genitori e cosi via. 

Questa assuefazione è l'anticamera della scontentezza, del grigiore quotidiano, di quella malsana abitudine a lamentarsi di continuo. Rischiamo di rimanere cosi immischiati in questo meccanismo da scoprire il valore di ciò che abbiamo solo nel momento in cui lo perdiamo….e se ci pensate bene è davvero terribile!

Dobbiamo per forza aspettare di essere in un letto di ospedale per essere felici della nostra buona salute? Aspettare di perdere un grande amore per apprezzare i piccoli gesti?

L'antidoto al rischio assuefazione esiste, e si chiama gratitudine, cioè: riconoscere di avere ricevuto un dono di valore. Nel significato dalla parola gratitudine ci sono due implicazioni: mi rendo conto che nella vita ho ricevuto qualcosa di buono e riconosco che questo qualcosa non dipende interamente da me. La sua fonte, almeno in parte, è esterna e forse non ho nemmeno fatto poi molto per meritarlo

Quando provi gratitudine esci dal perimetro ristretto del tuo ego e ti connetti con qualcosa che sta fuori di te. La gratitudine comporta una certa umiltà. Significa riconoscere che non potremmo mai essere ciò che siamo senza il contributo degli altri.

La gratitudine non è altro che un modo diverso di guardare alle cose. È un atteggiamento, una mentalità.

È solo una questione di prospettiva. Puoi dare tutto per scontato, abituarti a quello che hai, e non guardare mai al contributo che il resto del mondo sta dando alla tua vita. Oppure puoi cominciare a guardare le cose con occhi nuovi e scoprire che nella tua vita in fondo qualcosa di buono c'è. E che non tutto è merito tuo. Qualcosa ti è anche stato donato.

La gratitudine è dunque un antidoto alle due cause principali di infelicità: il senso di privazione (cioè quando sentiamo di non avere ciò di cui abbiamo bisogno) e l'isolamento: l'idea di essere soli con i nostri problemi, unici nel nostro dolore, separati dagli altri. Vi pare poco?

La brutta notizia è che non è facile purtroppo contrastare la tendenza a dare tutto per scontato e garantito. Innanzi tutto bisogna fare attenzione  a non confondere la gratitudine con l'esercizio del pensiero positivo, provare a essere grati non significa cercare di vedere per forza il lato buono delle cose. C’è bisogno di un allenamento costante, sforzandoci di vedere ogni giorno la realtà sotto una nuova luce.

Ci sono tante tecniche per allenarsi a questo ma la mia preferita, come vi avevo già scritto in un articolo precedente, è quella del Diario della Gratitudine.

Ogni sera prima di andare a dormire scrivete tre cose di cui siete grati di quella giornata. Scrivere aiuta il pensiero: lo traduce in parole rendendolo più lucido e concreto. Quindi prendete 5 minuti per voi ogni sera e provate ad allenare la gratitudine domandandovi : cosa mi rende felice? cosa mi conforta? cosa c'è nella mia vita di buono?

Sono certa che sarete meravigliati di scoprire quanto c’è nella vostra vita di cui essere grati!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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