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LA MANIPOLAZIONE EMOTIVA

June 22, 2020

La manipolazione emotiva è qualcosa che nella nostra vita quotidiana ci troviamo a vivere molto piu spesso di quanto si possa pensare.

Con il termine manipolazione emotiva si fa riferimento ai comportamenti che alcuni adottano, inducendo in noi emozioni negative e sensi di colpa. Di fatto, la manipolazione emotiva si manifesta in un vero e proprio ricatto emotivo e quando, per i più svariati motivi, iniziamo a cedere a questi ricatti, inizia un processo di regressione e perdita del sé. Il problema è che è sempre molto difficile rendersi conto di ciò che sta succedendo.

Proviamo a sentire la nostra “pancia” e facciamo attenzione al fatto che, chi manipola le emozioni altrui, se individuerà una strategia – un discorso, un argomento, una situazione – che ci aggancia e ci fa sentire in colpa, la utilizzerà continuamente contro di noi. 

Spesso associata alla dipendenza affettiva si tratta comunque sempre di una forma di violenza psicologica. Gli attori che entrano in gioco in queste dinamiche sono due: il carnefice – inteso come il manipolatore – e la vittima, colui che è soggiogato.

 

Per riconoscere questa forma subdola di abuso psicologico è necessaria la consapevolezza. Cioè capire nei dettagli cos'è la manipolazione emotiva,  come si manifesta e come funziona.

Obiettivo del manipolatore è, molto banalmente, quello di ottenere ciò che vuole, quasi sempre legato al possesso, all'influenza e al controllo totale di una persona o più persone. La manipolazione emotiva funziona quando il carnefice (manipolatore) fa leva sulle emozioni che crea nell'animo della vittima. Quasi sempre si ricorre alla tecnica della vittimizzazione, attraverso la quale il manipolatore riesce a trasformarsi in vittima addossando  il ruolo di carnefice alla controparte.

Per individuare il manipolatore bisogna osservarne i comportamenti e scrutare le emozioni che ne scaturiscono. I manipolatori sono aggressori passivi, non aggrediscono quasi mai in modo diretto ma che, al contrario, assumono atteggiamenti subdoli per insinuare silenziosamente nella vittima una determinata influenza. Il silenzio, il nervosismo, l’indifferenza sono alcuni dei sintomi della modalità passivo-aggressiva.

Le bugie sono un’altra specialità dei manipolatori, che pur di negare i propri errori arrivano ad influenzare la vittima mettendone in testa un sacco di dubbi.

Ma come per tutte le cose, si è in due a creare questa relazione malata. Anche la vittima ha le sue responsabilità. La vittima del manipolatore accetta la visione che le viene imposta pur sapendo che non corrisponde alla realtà dei fatti. L’accetta per paura, perché vuole evitare di discutere, perché teme le conseguenze di un litigio, perché non sopporta la disapprovazione dell’altro, perché ha paura di essere abbandonata, dubita del proprio parere e di se stessa, quindi ha una bassa autostima. Quasi sempre la vittima accetta inconsciamente di essere manipolata perché non vuole rinunciare all'immagine idealizzata che si è fatta dell’altro.

Cosa fare quindi? Per uscire da questa situazione bisogna prima di tutto non incolparsi (già ci ha pensato il manipolatore a farci sentire in colpa, la colpa non serve davvero a nulla), bisogna accettare che si sta vivendo una RELAZIONE DISFUNZIONALE ed accettare il fatto che - molto probabilmente - se si è finiti dentro una relazione manipolatoria è perché si ha un problema di autostima, dipendenza affettiva o altre difficoltà su cui bisogna lavorare.

 

Se siete in una relazione con un manipolatore può essere quindi difficile chiudere il legame nonostante la relazione sia palesemente riconosciuta come distruttiva. Si deve assolutamente intraprendere un cammino di liberazione e guarigione per non ricadere mai più in relazioni insane e disfunzionali, che tolgono energia e distruggono la fiducia in noi stessi e nel prossimo.  Ascoltiamo sempre le nostre emozioni perché loro non sbagliano mai, ci sono cose che la ragione non vede e la nostra ‘pancia’ invece le intuisce…seguitele e ascoltatele, riappropriamoci dunque delle nostre vite, dei nostri desideri e bisogni smettendo di vivere in funzione dell’altro.

 

Buona liberazione :-)

 

 

 

 

 

 

 

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