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SUPERARE UNA SEPARAZIONE E RIPARTIRE DA NOI

July 20, 2020

Superare una separazione non è affatto semplice. Non riuscire a dimenticare l’ex, tuttavia, non si traduce nell'immagine di una persona sdraiata sul letto con lo sguardo perso nel vuoto e gli occhi eternamente rossi dal pianto. Anche chi non riesce a dimenticare il proprio ex continua a condurre la sua vita: lavora, svolge le sue attività, esce, legge e tutto, in un certo senso, sembra funzionare, ma porta sempre con sé il fardello della separazione, porta avanti una routine quotidiana non una vita vera, ed è per questo che spesso rimaniamo bloccati nel passato senza nemmeno accorgercene.

 

Il ricordo della persona che non riusciamo a dimenticare, della sua compagnia che ancora desideriamo, quel nome che risuona nei silenzi, nelle notti in cui si manifesta la sua assenza, in quel 'non staremo più insieme' che alimenta pensieri quali “se avessi…”, il ricordo delle cose fatte insieme, il desiderio di momenti teneri o il fastidio al ricordo delle liti.... ma è giusto vivere all'ombra di un fantasma?

 

Tra le tante motivazioni che rendono difficile una separazione c'è sicuramente l’idealizzazione della persona perduta. Si tendono a dimenticare gli aspetti negativi che hanno portato alla separazione, mentre vengono ricordati solo quelli che si amavano. Per di più, questi aspetti vengono esaltati al punto da creare una sorta di semidio.

 

Il legame dell’attaccamento è irrazionale, ovvero resiste a ogni logica. A prescindere dal fatto che la separazione possa essere stata la decisione più corretta, l’ex diventa il centro dei pensieri al punto da non riuscire a parlare dei propri sentimenti con gli altri che non fanno altro che ricordarci quanto abbiamo sofferto per quel rapporto. Parole che ci rifiutiamo di ascoltare.

 

Il fantasma dell’ex ricompare di continuo, fino a diventare una presenza costante. La concentrazione quasi ossessiva sull'ex impedisce di dimenticare e di dirigere lo sguardo verso altre possibili relazioni, di guardare avanti. Sembra non esistere altra persona al mondo se non quella perduta. Una volta che il fantasma dell’altro si insedia, diventa parte della quotidianità. Il fantasma diventa un membro in più del sistema familiare impossibile da dimenticare…ma non ci rendiamo conto che in realtà è diventato la nostra ancora di salvezza, la nostra scusa per non andare avanti e affrontare i problemi e l'ignoto. Perché diciamoci la verità, ricominciare a vivere fa paura.

Fondamentale imparare a sopportare la tristezza, accettare la perdita e stare soli; e soprattutto, aumentare il valore di sé per diventare più forti e solidi. Bisogna riconoscere che siamo legati con le unghie e con i denti a quell'idea e a quel fantasma solo per paura di tornare a vivere, di rimettersi in gioco veramente. Forse abbiamo paura di un altro rifiuto, di un'altra delusione, di essere vulnerabili? Probabile…ma pensiamoci un attimo….se rimaniamo immobili dove siamo a rimuginare sul passato non avremo mai una chance di essere felici, meglio buttarsi e rischiare che vivere un vita in panchina.

 

La corda tagliata può essere annodata di nuovo, può essere afferrata, ma ormai è stata tagliata. Forse ci rincontreremo, ma lì, dove mi hai lasciato, non mi troverai più.

-Bertolt Brecht-

 

Spesso la fine di un grande amore viene paragonata ad un lutto ed io non posso che essere d’accordo perché con ‘lutto’ si intende qualsiasi evento vitale che presuppone il distacco da qualcosa o qualcuno di significativo per noi. In ogni processo di lutto deve arrivare un momento decisivo. È quello in cui finalmente ci apriamo in cui sentiamo che non possiamo più andare avanti cosi perché non siamo noi che siamo venuti a mancare, abbiamo il dovere verso noi stessi di vivere la nostra vita e di essere felici. La felicità che ci permetteremo di sperimentare sarà un buon tributo alle persone che non ci sono più ma che vivono ben protette nei nostri cuori.

 

Quindi togliamoci gli abiti neri, trasformiamo tutti i ricordi in compagni preziosi e maestri di vita, ringraziamo per tutto quello che abbiamo vissuto e per le emozioni provate ma andiamo avanti senza fantasmi e senza paura. Troviamo il coraggio di chiudere quella porta e di ripartire da noi.

Io sono pronta, e tu?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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