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Il silenzio come medicina: imparare ad ascoltarsi davvero

  • mayam21
  • 3 set 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Viviamo in un mondo che non conosce pause. Le notifiche lampeggiano sul telefono, le email arrivano a tutte le ore, e spesso, anche quando siamo a casa, teniamo la TV accesa solo per riempire il vuoto. È come se avessimo paura di fermarci. Eppure, proprio quando tutto sembra correre troppo, il silenzio può diventare la medicina più potente che abbiamo a disposizione.


Il silenzio non è vuoto. È uno spazio. Uno spazio prezioso che non si misura in minuti, ma in profondità. È quel momento in cui, senza distrazioni, possiamo finalmente sentire quello che accade dentro di noi.

Molte persone fanno fatica a stare in silenzio. Accendere la radio in macchina, mettere le cuffie durante una passeggiata, parlare di continuo… sono gesti che nascono da un bisogno: non restare soli con noi stessi.

Perché? Perché nel silenzio emergono le domande che ci fanno tremare: Sono davvero felice? Sto scegliendo per me o per gli altri? Mi sto rispettando davvero?

Eppure, quelle stesse domande sono l’inizio di ogni cambiamento vero.


Per me il silenzio non è stato subito un alleato. Anzi, all’inizio era un nemico. Soffro di attacchi di ansia e restare senza rumori attorno mi sembrava insopportabile: i pensieri correvano più veloci, il cuore batteva forte, e il silenzio amplificava tutto.

Ricordo giornate in cui la paura di “restare sola con me stessa” era così grande che accendevo la TV senza guardarla, solo per non sentire quel vuoto.

Poi, in un periodo particolarmente pesante della mia vita, ho deciso di fare un piccolo esperimento. Una domenica ho spento il telefono, lasciato la musica da parte e sono uscita a camminare. All’inizio è stato difficile: ogni passo sembrava far crescere l’ansia. Ma dopo qualche minuto è successo qualcosa di inatteso: il rumore del vento, le foglie che si muovevano sugli alberi, il ritmo regolare del mio respiro hanno iniziato a rassicurarmi.

Non era un silenzio vuoto: era un silenzio pieno di vita, che mi stava dicendo “ci sei, sei qui, respira”.


Quell’esperienza mi ha insegnato che il silenzio non era un pericolo, ma una porta. Una porta che mi dava accesso a me stessa, a un ascolto più profondo. Da quel momento ho smesso di scappare e ho iniziato a coltivarlo, anche se con piccoli passi.


Col tempo ho scoperto che il silenzio porta con sé benefici che nessun rumore esterno potrà mai dare:

Chiarezza mentale: quando tutto tace, i pensieri trovano ordine. Idee che prima sembravano confuse diventano più semplici.

Riduzione dell’ansia: può sembrare paradossale, ma il silenzio, se impari a viverlo, calma il corpo e la mente. È come dare spazio al respiro.

Connessione interiore: nel silenzio scopri chi sei davvero, al di là delle aspettative e dei ruoli che ricopri ogni giorno.

Creatività: quante volte le idee più belle nascono quando sei sotto la doccia o in un momento di quiete? Il silenzio è un terreno fertile per l’ispirazione.


Non serve trasferirsi in montagna o chiudersi in un monastero per sperimentare la forza del silenzio. Bastano piccoli gesti, costanti:

1. Una passeggiata senza cuffie – lascia che siano i tuoi passi e i suoni naturali a tenerti compagnia.

2. Cinque minuti al giorno in silenzio assoluto – siediti, chiudi gli occhi e ascolta il respiro. Anche se l’ansia arriva, resta. Passa, e ciò che resta sei tu.

3. Un angolo di silenzio in casa – crea uno spazio che non sia dedicato al rumore: niente TV, niente telefoni. Solo tu.

4. Spegni il telefono prima di dormire – regala alla tua mente un sonno che inizi dal silenzio.

5. Praticare il silenzio attivo – non significa non fare nulla, ma fare qualcosa in silenzio: cucinare, disegnare, sistemare casa. Ti accorgerai che ha un altro sapore.


Il silenzio non è assenza: è presenza. È il momento in cui ci concediamo di esserci davvero, senza filtri e senza distrazioni. Imparare ad ascoltarsi è un atto di coraggio, perché nel silenzio emergono le nostre verità più profonde. Ma è anche il dono più grande che possiamo farci.

Perché, se ci pensi, il silenzio non ti giudica, non ti critica, non ti chiede nulla. Ti accoglie. E in quell’accoglienza impari ad accogliere anche te stessa.


Il silenzio è una medicina che non costa nulla, non ha effetti collaterali e ci restituisce la cosa più preziosa: la connessione con noi stessi.



 
 
 

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