
Le aspettative: quando smettere di inseguirle ci rende finalmente liberi
- mayam21
- 26 giu 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Crescere significa anche imparare a guardarsi dentro, con onestà. E in questo viaggio interiore, uno dei compagni di strada più insidiosi sono le aspettative.
Sono ovunque.
Quelle che gli altri hanno su di noi, quelle che ci autoimponiamo, quelle che la società ci instilla fin da piccoli: “devi essere bravo”, “devi fare carriera”, “devi sposarti, avere figli, essere felice (ma non troppo)”. A volte, senza neanche accorgercene, viviamo più per rispondere a queste voci esterne che per ascoltare davvero noi stessi.
1. Le aspettative degli altri: il peso invisibile
Quante volte abbiamo fatto scelte solo per non deludere qualcuno? Genitori, partner, amici, colleghi… Vogliamo compiacere, essere accettati, amati. Ma così facendo, rischiamo di tradire noi stessi. Il problema non sono gli altri in sé, ma quanto spazio diamo al loro giudizio nella nostra vita.
2. Le aspettative su noi stessi: la trappola della perfezione
Siamo spesso i nostri critici più severi. Ci imponiamo standard altissimi, ci condanniamo per ogni errore, e ci convinciamo che non siamo mai “abbastanza”. Ma questa continua rincorsa alla perfezione non ci rende migliori. Ci prosciuga, ci stanca, ci fa sentire inadeguati anche quando stiamo dando tutto.
3. La delusione: figlia delle aspettative
Ogni volta che la realtà non corrisponde all’idea che avevamo costruito, arriva la delusione. Ma la delusione non nasce dalla realtà in sé — nasce dall’aspettativa che avevamo su quella realtà. Più le nostre aspettative sono rigide e idealizzate, più soffriamo quando vengono disattese.
4. Aspettative vs. desideri autentici
C’è una grande differenza tra vivere guidati dalle aspettative e vivere mossi da un desiderio autentico. Le aspettative parlano di ciò che “dovremmo” essere. I desideri parlano di ciò che vogliamo davvero. E per riconoscerli, dobbiamo fare silenzio. Dobbiamo avere il coraggio di fermarci e chiederci: “Questa cosa la voglio perché la sento mia, o perché credo di doverla volere?”
5. Liberarsi dalle aspettative: un atto rivoluzionario (e quotidiano)
Liberarsi dalle aspettative non è un gesto che si compie una volta per tutte. È un processo continuo, fatto di piccoli atti di consapevolezza quotidiana. È come togliersi uno zaino pieno di pesi che, a lungo andare, ci piega la schiena e ci impedisce di camminare leggeri nella vita.
Per molti di noi, il bisogno di “essere all’altezza” è così radicato da diventare automatico. Eppure, più seguiamo quella voce che ci dice cosa dovremmo fare o chi dovremmo essere, più ci allontaniamo da noi stessi. Liberarsene significa fare spazio. Spazio per l’ascolto, per l’autenticità, per la scoperta.
💬 “Chi sarei, se smettessi di cercare di essere la persona che gli altri si aspettano?
È una domanda potente, ma anche spaventosa. Perché uscire dal recinto delle aspettative ci mette davanti al vuoto del “possibile”. Nessuna etichetta, nessun copione. Solo noi, con il nostro sentire, i nostri desideri autentici, i nostri dubbi.
Ma è proprio lì che può nascere qualcosa di vero.
Liberarsi dalle aspettative non vuol dire diventare egoisti o disinteressarsi del mondo. Al contrario: vuol dire scegliere consapevolmente. Dire “sì” solo quando quel sì ci rappresenta davvero. Dire “no” quando qualcosa non ci fa bene, anche se può deludere qualcuno. Vuol dire smettere di misurare il nostro valore con il metro degli altri, e iniziare a coltivare un sano rispetto per noi stessi.
È anche accettare che non possiamo piacere a tutti. Che non possiamo accontentare tutti. E che questo… va bene così.
Liberarsi dalle aspettative significa, in fondo, fidarsi di sé. Imparare ad abitare il presente senza proiettare costantemente nel futuro ciò che “dovrebbe” essere. Significa scegliere con amore, agire con libertà, e vivere con leggerezza.
È un atto rivoluzionario perché rompe catene invisibili. Ma è anche un atto d’amore profondo. Verso sé stessi.





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