
Quando ci innamoriamo dell’ideale, più che della persona
- mayam21
- 19 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Quante volte ci è capitato di rimanere intrappolati in una storia che ormai è finita, ma che dentro di noi continua a vivere con la stessa intensità del primo giorno? Non perché quella persona ci stia cercando o dimostrando amore, ma perché l’ideale che ci siamo costruiti di lei è così forte, così radicato nel cuore, che è difficile lasciarlo andare.
Ci innamoriamo di un’immagine.
Di ciò che l’altro ci fa provare, di come ci guarda, di quello che pensiamo significhino i suoi gesti, le sue parole. E magari per un po’ è stato davvero così. Ma l’innamoramento – quando non è sorretto dalla realtà – può diventare una proiezione. E allora ci ritroviamo ad amare non la persona, ma l’ideale che abbiamo costruito di lei.
Il dolore della dissonanza
Quando arriva una rottura, il dolore più grande non è solo la perdita della relazione. È il conflitto interno tra ciò che viviamo e ciò che crediamo.
“Se mi ha lasciata, non mi amava.”
Ma poi arriva subito il pensiero:
“La persona che ho conosciuto io non poteva non amarmi. Non avrebbe mai giocato con i miei sentimenti. Non avrebbe mai detto ‘ti amo’ se non era sincera.”
E questo pensiero ci blocca.
Perché per elaborare la fine, dovremmo distruggere quella figura ideale che abbiamo nel cuore. Ma farlo ci sembra un tradimento. Un atto ingiusto verso quella parte della relazione che è stata vera, autentica, viva.
L’ideale ci protegge, ma ci incatena
Idealizzare qualcuno è una forma di difesa. Ci protegge dall’accettare che le persone cambiano, che talvolta mentono (anche a se stesse), che non sempre ci danno ciò che promettono.
Ma l’ideale diventa anche una prigione emotiva. Ci tiene fermi in una storia che non esiste più, impedendoci di voltare pagina. Ogni volta che cerchiamo di andare avanti, la mente ci riporta lì: a quel sorriso, a quelle parole, a quei momenti in cui tutto sembrava vero.
Amare davvero è accettare la realtà
La verità è che si può essere sinceri in un momento, e poi cambiare. Che anche chi dice “ti amo” può poi smettere di amare. Non significa che ci ha mentito sempre. Ma significa che oggi, ora, non c’è più.
E amare davvero, anche se fa male, significa accettare questo.
Non per distruggere ciò che c’è stato, ma per riconoscere che l’amore non può sopravvivere solo nella nostra immaginazione. Che meritiamo qualcuno che oggi scelga di esserci, non solo nei nostri ricordi.
Lascia andare l’ideale, per ritrovare te stessa
Chiudi gli occhi. Respira.
E chiediti: sto soffrendo per la persona che era realmente, o per l’immagine che ho di lei?
Lasciare andare l’ideale non significa smettere di amare.
Significa iniziare ad amare te stessa di più. Significa scegliere di vivere nel presente, invece di rimanere ancorata a un sogno che non ti nutre più.
E soprattutto, significa aprire lo spazio per accogliere, un giorno, qualcuno che non ti farà dubitare del suo amore. Perché sarà lì, presente, reale – e non solo nella tua mente o nel tuo cuore.





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