
Quando il passato ci trattiene: quella piccola fiamma che non si spegne mai
- mayam21
- 17 lug 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Vi è mai capitato di sentire che, mentre tutto intorno a voi sembra andare avanti — le stagioni cambiano, la vita corre, voi stessi crescete e vi trasformate — dentro di voi qualcosa è rimasto fermo? Un angolo del cuore, silenzioso ma ostinato, ancora legato a un ricordo, a una persona, a una storia che ormai dovrebbe essere conclusa?
Succede più spesso di quanto pensiamo.
C’è un amore che ci ha segnati. Un sentimento così intenso da lasciarci senza fiato, e poi, senza fiato, ci ha lasciati. Il cuore si è frantumato, ha pianto ogni lacrima possibile, si è raccolto a pezzi come una casa dopo un terremoto. Eppure, anche dopo aver ricostruito tutto — o almeno, così crediamo — resta una piccola fiammella. Una brace che non vuole spegnersi.
Magari non brucia più come prima, ma scalda ancora. È lì, in silenzio, in un angolo che non mostriamo a nessuno. A volte ci fa compagnia. Altre, ci fa male.
È una sensazione strana, ambigua. Da un lato ci si sente forti, perché siamo andati avanti. Abbiamo ricominciato a vivere, a sorridere, magari anche ad amare. Dall’altro, ci sentiamo vulnerabili, quasi traditi da noi stessi: “Ma come? Dopo tutto questo tempo, ancora pensi a lui/lei? Ancora ti emozioni se senti quella canzone?”.

Ci si sente a metà. Metà cuore nel presente, metà nel passato. Metà sicuri di essere guariti, metà legati da un filo invisibile, che a volte tira forte, senza preavviso. Basta un odore, una foto, un sogno.
Non è debolezza. È umanità.
Perché succede?
Perché certi amori non si dimenticano. Perché hanno toccato corde così profonde da lasciare un’impronta che il tempo può solo sbiadire, non cancellare. Perché, anche se quella persona non è più parte della nostra vita, resta parte della nostra storia. Di quella versione di noi che ha amato così tanto, che ha sofferto, che è cresciuta grazie a (o nonostante) tutto questo.
E a volte, non è nemmeno l’altra persona in sé che ci manca, ma ciò che rappresentava: un sogno, un “e se”, una parte di noi che si sentiva viva.
Non sempre c’è una soluzione facile. Ma esistono piccoli passi che possono aiutare a sciogliere quel nodo che ci tiene ancorati:
1. Accetta la presenza di quella fiammella. Non combatterla. Non vergognartene. È solo una parte di te, non sei tutto tu.
2. Parla di ciò che provi. Scrivilo, condividilo, raccontalo. A volte, dare voce a quel sentimento lo rende meno pesante da portare.
3. Chiediti cosa stai trattenendo davvero. È la persona o il bisogno che rappresentava? È amore o nostalgia?
4. Crea nuovi spazi emotivi. Coltiva relazioni che ti nutrono nel presente. Non devi per forza sostituire, ma aggiungere.
5. Dai un senso a ciò che è stato. Anche il dolore più grande può diventare un insegnamento, un capitolo prezioso del tuo percorso.
Non sempre riusciremo a spegnere quella fiamma. Ma possiamo imparare a viverci accanto, senza farci bruciare. A volte, la vera guarigione non è dimenticare… ma ricordare senza soffrire più.
E tu, hai ancora una fiammella accesa nel cuore?





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